Immagino un cimitero

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immagino un cimitero di bare lunghe come coltelli, conficcate nella terra come coltelli, e ogni mattina mezz’ora dopo le cinque da quel cimitero viene una musica dolce che inonda la città, immagino che la irradi e che la litania sia dolce e che non svegli nessuno ,ma tutti restano a dormire e sognano di vivere su una spiaggia che si allaga quando cala la notte e allora si formano lagune e tutte le case vengono sommerse, anche se  la vita continua lo stesso. Immagino che quando viene la piena gli abitanti indossino mantelli neri, immagino che gli uomini comincino a baciare le donne e a toccarle, e che la musica sia dolce e accompagni un rito erotico antichissimo che proviene dai pesci e il suo segreto sia stato tramandato un giorno dalle profondità del mare a tutti gli abitanti dell’isola, che in realtà stanno sognando. Si sveglieranno nella loro città, che non ha per niente di mare, che è tutta  sabbia e vento.

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Esce per Kammeredizioni Mi Uccido Appena

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Esce per Kammeredizioni

Mi uccido appena, di Alessandro Oliviero

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Compulsività e irriducibilità giovanile in una poesia istantanea e comunicativa.

Come presentato al Fruit Di Bologna dal 29 al 31 gennaio

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E se non vi basta manco quello andate qui

Incontentabili? Allora dovete recarvi qui

 

 

L’infinito orgasmo di Giacomo Leopardi

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Sempre caro mi fu quest’ermo corpo

e questa gonna, che da tanta parte

dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.

ma sedendo e rimirando interminate

scollature di la da quella, sovraumani

seni e profondissimi decolletè

io nel pensier mi fingo, ove per poco

il pene non s’indura. E come i gemiti

odo stormir tra queste labbra, io quello

infinito culo e questa voce

vo comparando: e mi sovvien l’eterno

e le piccole morti, la mutandina

evviva! e il suon di lei che viene. Così tra questa

umidità s’annega il membro mio:

e il naufragar m’è dolce in questo mar

Cosa Vuol Dire Essere Poeti

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Essere poeti è la cosa peggiore che ti può capitare da quando sei nato, è l’handicap degli handicap. Mi sorprendo che non ci sia una pensione per chi nasce poeta; e non ne puoi trarre alcun vantaggio. Non ci sono posti macchina speciali per i poeti, no no, niente strisce gialle, permessi in graduatoria: scordateveli.

Se sei nato poeta, prima te ne accorgi meglio è, così puoi rimediare; bisogna porre rimedio quando si è bambini. Perché quando poi sei grande, vabbé, sei bello che spacciato, pat pat sulla spalla e vaffanculo.

E mi chiedi quali sono i vantaggi? Se ti chiedo quali sono i vantaggi di stare su una sedia a rotelle, tu che mi rispondi?

-Beh, ti fai bei muscoli sulle braccia…

Ecco, essere poeti non fa venire i muscoli sulle braccia.

Terminator 2, una poesia

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mostri micotici

Dimmi che sei tornata dal futuro per uccidermi
Perché diventerò il capo di una ribellione mondiale
E che vi siete detti
Che non c’era modo più brillante di ammazzarmi
che farmi innamorare di te.

Ditemi che le avete provate tutte
che non vi è venuta in mente un’idea migliore
Ditemi che era tutto uno scherzo
quando mi hai detto che stavi con un altro
Ditemi che avete riso
Che avevi un microfono attaccato al cuore
Ditemi che ispezionavate la mia vita da un visore
Che conoscevate tutte le mie mosse
Ditemi che quando sono morto
Avete festeggiato con cinquanta bicchieri di spumante
al centesimo piano di un palazzo di vetro volante
che le finestre luccicavano sferzate da un grandissimo sole artificiale
E il riflesso delle macchine ti stampava arcobaleni sulla faccia
Dimmi che per il tuo lavoro ti hanno dato una stupenda promozione
Che potrai comprarti quella casa che sognavi da bambina
dimmi che se era tutto inventato, se era frutto di un copione,
che l’abbia almeno scritto tu e non un gobbo affabulatore
Ditemi che la mia scomparsa è servita a preservare un bellissimo mondo
Che avete sconfitto il cancro
Che avete eradicato la malinconia
Che la gente può farsi di tutto senza diventare dipendente
Che la vostra è una società perfetta
Dove non c’è il gusto di fare del male
Dove le madri non seppelliscono i propri figli
Dove i vecchi non piangono più
Dove ognuno può decidere il luogo
la data e l’ora esatta
In cui morire

Perché io, ad esempio, avrei voluto morire a Puntapenna
La spiaggia dove da bambino ho curato un grandissimo gabbiano
Che prima di volare via mi ha rivelato che quando sei stanco devi riposare
E custodire la speranza
Di trovare qualcuno che si prenda cura delle tue ferite
quando tutti hanno paura
Era già in alto nel cielo azzurro
quando ha urlato delle parole che non ho capito
e che adesso mi ricordo
Avevano un’eco bestiale
qualcosa di molto distante
dal verso di un animale
somigliavano alla profezia di uno sciamano
alla previsione di un malvagio nostradamus
Saresti tornata
saresti tornata dal futuro per uccidermi.

Chi L’ha Detto Che Una Poesia Non Può Salvare Il Mondo? (Anche detto: C.L.D.C.U.P.N.P.S.I.M.)

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Deus Sex machina

I bambini africani sono fatti apposta

Per piangere

E per i viaggi sensazionali

A vent’anni mi  hai rovinato il compleanno

A vent’anni Ho bucato la cintura

con le forbici da cucina

Il mare è come i sogni a vent’anni

L’ultimo pensiero va al mio gatto

Che muore in silenzio

Affacciato alla finestra della cantina.

Ecco perché gli ultimi tre giorni

Non mangiava più
E poi dormiva sempre

Voleva abituarsi

Non lo sa nessuno

ho tentato di rianimarlo con le scariche elettriche

Il nuovo anno si è aperto come una ferita

Solo chi pensa positivo dice che per amore

Alla fine si muore

Sono sicuro che quando ti rivedrò sarò di nuovo capace di scrivere poesie

 

alessandro oliviero

FLAVIA VENTO SCRIVE UN LIBRO DI POESIE

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Lo intitola Parole al Vento e lo fa pubblicare. Il gioco semantico tra il suo cognome e il titolo del libro è assolutamente adorabile.

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Però, a me, Flavia Vento piace ricordarmela così

Adesso va molto meglio. Ecco, le star della televisione italiana dovrebbero, come buona tradizione consolidata, far parlare di sé pubblicando video hard su you porn oppure mostrando in prima serata vistosi tatuaggi di insetti collocati nella zona inguinale. Invece Flavia ha scelto la via più difficile: farsi notare per la sua intelligenza.

Flavia dice che:
“Le poesie incarnano un modo assai spontaneo e spiritoso di affrontare l’esistenza. Un modo per tradurre in termini meno impegnati e più sinceri e immediati, ma non per questo meno profondi, i contenuti di certi trattati impegnati e seri.”  

E poi dice anche che il suo è:
“Un libro per tutti quelli che hanno smesso di ridere, dimenticandosi che un tempo anche loro erano dei bambini che sorridevano sempre.” 

E visto che non mi piace perdere tempo vi faccio leggere direttamente una lirica della poetessa Vento.

Il mare
Distesa immensa di mondi sotterranei
Sento quasi le voci di quel mondo
Fatto di abissi e segreti
Immagino sirene cantare
Squali attaccare
Cavallucci marini danzare
Conchiglie divine dormire
E navi perse riemergere.

Roba buona, non è vero? Lo immaginavo. Però noi da Flavia ci aspettavamo un video hard e non un libro di poesie. Quindi, cara Flavia, qui tira brutto vento.

In ogni caso, se siete venuti qui per comprarlo, eccovi un link diretto
http://www.ibs.it/code/9788882482565/vento-flavia/parole-vento.html

Bietti Editore