L’infinito orgasmo di Giacomo Leopardi

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Sempre caro mi fu quest’ermo corpo

e questa gonna, che da tanta parte

dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.

ma sedendo e rimirando interminate

scollature di la da quella, sovraumani

seni e profondissimi decolletè

io nel pensier mi fingo, ove per poco

il pene non s’indura. E come i gemiti

odo stormir tra queste labbra, io quello

infinito culo e questa voce

vo comparando: e mi sovvien l’eterno

e le piccole morti, la mutandina

evviva! e il suon di lei che viene. Così tra questa

umidità s’annega il membro mio:

e il naufragar m’è dolce in questo mar

2 pensieri su “L’infinito orgasmo di Giacomo Leopardi

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