Il Senso Della Vita

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alessandro oliviero

La vita ha la predisposizione a replicare se stessa. La vita è un replicante. La vita si moltiplica all’infinito finché un’altra vita non prende il sopravvento su quella precedente. Allora, per quanto grande sia lo sforzo di replicarsi, non riesce a sfasare il tetto dell’estinzione e finisce.

Ogni forma di vita tende a considerarsi responsabile dell’areale che copre in tutta la sua estensione.

1)Dopo diverse ricerche le formiche sono sicure che i terremoti siano causati dall’ampiezza dei loro tunnel sotterranei. Credono che la terra tra duecento anni o giù di lì diventerà così piena di buchi che non potrà più reggersi e crollerà su se stessa.

2)I leopardi si ritengono responsabili dell’estinzione delle antilopi.

3)I piccioni hanno una teoria escatologica sulle briciole di pane: se non fosse per loro che le mangiano  nel tempo di cinquecento anni ricoprirebbero tutta la superficie terrestre rendendola invivibile

4)Gli esseri umani sono convinti che se non la smettono di costruire fabbriche renderanno il pianeta impossibile per tutti quelli che ci vivono.

Ogni specie terrestre tende a ritenersi  superiore per un motivo particolare che le caratterizza.

1)Gli uccelli sono gli unici a saper volare

2)Gli uomini sono gli unici che sanno fare quel giochetto con il pollice.

3)Le formiche sono le uniche a riuscire, senza ribellioni e casini burocratici, a tenere organizzate comunità da milioni di individui.

La vita possiede una sola virtù che ne rappresenta anche il limite più grande.

Ogni specie è in grado di replicare se stessa, ma non può replicarne altre.

Le balene producono balene

Le rondini producono rondini

Le rane producono rane

I funghi producono funghi.

Se ne traggono vantaggio, le specie si aiutano a vicenda a replicarsi.

Le api che portano il polline.

L’amico che vi presenta una collega .

Ma rimane il fatto. Le balene producono balene, le mantidi producono mantidi e così via.

La vita è una condizione fondata sul conflitto. Attiene al bisogno continuo di costruire cose nuove ed eliminare quelle vecchie. Questi due processi sono noti.

Se lo scopo della vita è riprodursi all’infinito allora tutte le forme viventi su questo pianeta sono allo stesso punto evolutivo. A metà della scala.

Le balene producono balene

Le sardine producono  sardine

Ma le mantidi non producono sardine

E le balene non producono rondini

La massima evoluzione sarà raggiunta quando:

Le api produrranno rane

Le rane produrranno uomini

Le formiche produrranno sardine

Quando la vita si renderà intercambiabile si espanderà tantissimo e i conflitti che oggi ne rappresentano le fondamenta diventeranno  l’intero palazzo domani; non esisteranno più le specie prese singolarmente  e una bestia ibrida di carne animale e materia virale, un lupo con le radici, un busto umano senza arti ricoperto di spine diventerà il migliore amico di vostro figlio quando va a scuola e a giocare a pallone: questa fase sarà chiamata Megavita e vorrà dire un malefico maelstrom di orge erotiche e lascive da cui proverranno vagiti rauchi di vecchi usciti vivi da feste zoofile terribili e accoppiamenti interspecie devastanti amministrati da austere formiche giganti cuckold. Neonati con la testa di rettile prediranno il futuro.

Alla fine la Megavita collasserà tra le sue stesse bestiali pieghe.

Questo momento, comunque, è molto lontano.
Fino a prova contraria la vita si moltiplica all’infinito finché un’altra vita non prende il sopravvento su quella precedente.

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