Storia del Mefedrone e dei Research Chemicals

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Più o meno tutti conoscete chi è Walter White, l’insegnante di chimica rinnegato che comincia a produrre crystal meth in piccoli laboratori clandestini reso celebre dal telefilm Breaking Bad.

La figura dello scienziato devoto alla chimica degli stupefacenti esiste davvero. La documentazione storica non è affatto striminzita e se ne potrebbe parlare per giorni.

La storia comincia con Alexander Shulgin, un uomo curioso nato in Russia nel 1925 che frequenta Harvard per poi lasciarla all’età di 19 anni e unirsi all’esercito della Marina Militare. Nel 1954 torna all’università, questa volta  in California, a Berkeley, e si prende un PHD in biochimica. Un giorno si ritrova tra le mani dei documenti appartenenti agli archivi della Merck, datati 1912. Si tratta di una sostanza molto interessante sintetizzata dalla casa farmaceutica tedesca e poi abbandonata per scarsità di utilizzo.

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Aveva appena scoperto L’MDMA. La sintetizzò nel 1965 e la provò su se stesso, descrivendone gli effetti in un diario. Da allora ha sperimentato e creato più di altri cento componenti simili, tutti diffusi attraverso internet.

Andiamo avanti nel tempo: è il 2003. L’MDMA si è diffusa nella cultura rave come droga ricreativa, ma le restrizioni legislative sono sempre più soffocanti.

Il chimico underground Kinetic pubblica un post nel sito The Hive, un luogo di incontro per tutti coloro che si divertono a costruire droghe in laboratorio e a provarle.

“Gli ultimi due giorni sono stati davvero noiosi, così ho preso alcuni reagenti che avevo in giro per casa e ho pensato di sintetizzare del 4.metilmetcatinone.”

Kinetic va avanti con la descrizione, dice che ha ottenuto 4,8 grammi di una nuova polvere sintetizzandola per quarantotto ore usando un solvente, il toluene, come precursore.

La sostanza che ne esce fuori è completamente nuova. Non compare in nessuna tabella delle droghe illegali e Kinetic pubblica altri post in cui spiega come produrre i cristalli e quali componenti chimici utilizzare. Non lo fa per soldi o perché sta cercando un lavoro. Lo fa per mostrare alla comunità le sue doti, per diffondere una conoscenza, per raccogliere approvazioni.

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Come Shulgin prima di lui, Kinetic appena finita la sintesi della sostanza usa se stesso come cavia. Sniffa 400mg della polvere che ha grattato via dal suo cilindro di reazione. Ma invece di descrivere le sue sensazioni in un diario, le pubblica nei forum del sito The Hive.

“400 mg è un po’ tanto da sniffare in una sola serata, ma l’effetto non dura lungo, quindi ho dovuto prenderne sempre di più. Ogni striscia mi è salita in modo incredibile. Mi ha ricordato l’Ecstasy, ma almeno quattro volte più forte! Quella sensazione di meravigliosa debolezza quando dici ‘oh cazzo, mi sento davvero bene…’ Ma più euforizzante. Mi ha ricordato anche la prima volta che ho provato il butano methcatinone. Sentivo di voler fare molte cose ma allo stesso tempo ero completamente incapace di concentrarmi. Avevo una gran voglia di uscire e fare amicizia e quasi quasi stavo andando al club, ma ci ho ripensato. Delle grosse ondate di energia mi investivano e un senso di grande calma mi era calato dentro. Qualcosa che nessuna droga a parte l’ecstasy mi aveva mai dato.”

La nuova droga di Kinetic avrebbe preso il nome di mefedrone ed era davvero simile all’ecstasy. provocava euforia, energia, empatia. Ma il suo effetto era di soli venti minuti in confronto alle 3-4 ore dell’ecstasy, inducendo i consumatori ad assumerne anche più di 2 o 3 grammi in una sola serata.

Ma secondo la European Monitoring Centre for Drugs and Drug Addiction, la sintesi del mefedrone non è una cosa nuova. Era stata riportata per la prima volta già nel 1929 da Saem de Burnaga Sanchez nel Bulletin de la Société Chimique de France sotto il nome di “toluyl-alpha-monomethylaminoethylcetone.

Il 5 aprile del 2003 alle 9.33 di sera Kinetic posta un altro messaggio

“Vorrei dire un grande vaffanculo alle autorità antidroga inglesi. Perché in questo momento sono fuori come un balcone e non c’è niente che possano fare per mettermi dentro.”

Aveva ragione. Le leggi di controllo inglesi e quelle della maggior parte degli stati occidentali non avevano mai regolamentato nessun tipo di catinone. E così, fino al 2011, il mefedrone è rimasta una droga legale venduta sia in strada sia attraverso diversi siti internet che la spacciavano per “Bath Salts” sali da bagno, oppure fertilizzante per piante.

Ma provate a mettere del mefedrone nel vaso delle vostre azalee e vi ritroverete con delle piante bruciate il giorno dopo.

Il mefedrone coprì velocemente la produzione ormai agli sgoccioli (per motivi legali) di MDMA e la sostituì come droga da club. Da allora si è scatenata la sintetizzazione selvaggia di analoghi del mefedrone aiutata e diffusa da internet e i social media. Inasprendo la lotta contro le sostanze illegali a tal punto che adesso, se vi metteste a cercare bene sui forum giusti potreste trovare un nuovo mefedrone e comprarlo senza incorrere in nessun inconveniente legale.

Ma Shulgin e Kinetic sono soltanto un’avanguardia che anticipa un movimento più vasto che sta mettendo le radici sul Dark Web, il lato oscuro di internet.

Tutte le informazioni contenute in questo post sono state estratte dal nuovo saggio di Ctrl.Alt.Write sulle controculture digitali
Se ne volete sapere di più dateci un’occhiata

Dark, Dark Web. Cosmogonie Digitali
Assange, Anonymous, Silk Road, Lolita City

Comprate il libro e fatevi un giro sulla via della seta virtuale delle droghe, magari anche una scampagnata nella città baluardo della pedofilia online non vi farebbe male.
Scoprite quali controculture stanno cambiando il mondo del dopoduemila mentre i media continuano a terrorizzarci con gli spread, le papamobili scoperte e i processi a berlusconi.

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