Minimum Fax, è il tuo giorno, Billy Lynn!

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Questa recensione sarà divisa in due parti. Nella prima parte lascerò parlare il libro.

Poi, nella seconda, toccherà a me.

Cominciamo:

Uaaaaaaaahhhh

Aaaahhh!!!

Ti ho beccato, zio.

Aaaah cazzo.

Aaagggghhhh

uuuuuf….

Aaaaaaaannnnnnnhhhhhhh

Jaaaaaassssshhhhhh!

Aaaah, spiritooooosi

TAN-TA-RA-TAAANNN!

WHHHHHHAAAAAAAAAATTTTTTTT

SO

PRRRRRROOOOUUUUUDDDDLLLLLYYYYY

Daaate il beeenvenuuuto a

Kelly

Michell

Adesso è il mio turno.

Voglio prima di tutto dire che per trovare tutte queste tremende onomatopee all’interno del libro mi sono servito della funziona trova in Adobe Digital Edition, e poi voglio raccontarvi una storia.

Ben Fountain, l’autore di questo libro, fa più o meno così:vi prepara la colazione spalmando marmellata su una fetta biscottata da mezzo metro, entra in camera da letto e ve la serve con sadica premura.
Voi, mesmerizzati dal viso bonario di Ben, lo ringraziate e mangiate di gusto.
Ma già dal primo boccone capite che qualcosa non va. Mentre soffocate su trecentonovantotto pagine di pappa orrenda notate con aria spaventata che sul vassoio non c’è succo d’arancia, non c’è latte, non c’è acqua, non c’è niente da bere per mandare giù quella fetta biscottata più asciutta del deserto del Gobi, c’è solo pappa, e altra pappa. Ben vi guarda dall’alto e sorride mentre voi presi dal panico soffocate sulle onomatopee lunghissime dei suoi personaggi scialbi e monodimensionali. Vi passa tutta la vita davanti. Quando ce la fate, alla fine, a ingoiare, il vecchio Ben si china su di voi e vi copre di pugni sul collo urlando A-ha. A-ha, uuuufff, intanto vi  tortura sputandovi negli occhi con il CAPS LOCK:  TAN-TA-RA-TAAANNN soltanto per servire la sadica volontà di un racconto breve trasformato in romanzo. Quando se ne va il vassoio giace a terra rovesciato e voi siete in posizione fetale tra le lenzuola coperte di rigurgiti. In testa vi rimbomba il titolo È il tuo giorno, Billy Lynn! Dovevate accorgervene dal titolo, la chiave era il titolo, il titolo!
L’America deve essere davvero a corto di satira se ha accolto con entusiasmo Billy Lynn.
Ma non prendetela male, sono sicuro che quando lo leggerete vi piacerà da morire.

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