SENZA TITOLO

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-Ci pensi ogni tanto?

-A cosa?

-Se fossimo rimasti insieme per sempre.

Riuscì a dirlo, anche se quelle parole messe in fila gli sembrarono una sequenza di coltellate.

Lei non rispose, lì com’era, tra le sue braccia. Ancora una volta,  mai per sempre. Guardò in basso,  lui capì. Che non avrebbe mai più dovuto lasciarla andare.

-Io ci penso sempre. – E la strinse ancora più forte, affondando la fronte nella pelle bianca di lei. Fin quando gli occhi non riuscirono a vedere nulla. Nulla a parte il buio della sua pelle. Gli sarebbe bastato.

Tutti quegli anni senza di lei cominciarono a sembrargli miserabili.

Un solo pensiero riuscì a riscattarlo: che non era riuscito a dimenticarsi del suo odore.

-Anch’io – rispose lei , sorridendo – ci penso sempre . –  Ma la sua voce era stanca allo stremo, la voce di una che, per tutto quel tempo, aveva corso senza fermarsi. Perché piangere l’avrebbe solo rallentata.

Loro costruivano un amore di carta come il paziente intreccio di un origami. Perseguitati dal pietrificante pensiero che sarebbe rimasto, dopo tutto, solo un’intensa imitazione. Come le barchette che lei costruiva continuamente, con un sorriso sulla bocca piccola, piegando la carta lucida degli scontrini di tutti quei bar in cui si erano visti e almeno per pochi secondi erano riusciti a guardarsi negli occhi con la certezza di stare davvero insieme, in quel preciso istante. Lui aveva conservato le barchette al sicuro, dentro un portafogli nero. Non aveva avuto il coraggio di tirarle fuori e di provarle sull’acqua. Per vedere se galleggiavano davvero, come lei continuava a ripetergli sorridendo. 

-Stasera torno a casa- disse lui, – ma lo farò a modo mio.

Basterà un solo pensiero, il più forte e ostinato che abbiamo nella testa, a salvarci da tutto quello che non abbiamo potuto combattere. 

Oppure a distruggerci quando avremo gli scudi abbassati.

Il quinto piano adesso sembrava molto più alto. Con tutto quel vento e poi lei che si era fermata e che finalmente aveva cominciato a piangere.

Alla fine tornò a casa, a modo suo.

Lei, invece, mentre lo osservava precipitare nel vuoto ricordò la sera in cui si erano detti  ti amo. Quelle parole erano sembrate definitive e incondizionate come una disastrosa resa.

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