Il Diario di una Latex Lady

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Un po’ di anni fa (era il 2008?) non ricordo.
Comunque, in un’era che non supera la prima decade degli anni duemila, navigavo il mare di internet ancora più spavaldamente e irresponsabilmente come un vero lupo della rete: senza maglietta, coltello in bocca e un orecchino di rame che mi è stato a lungo criticato. Avevo fatto naufragio su un sito che all’epoca considerai sconcertante e ancora adesso mi dà i brividi: si trattava del blog di una donna che vive da dieci anni coperta da un burqa integrale in latex. Sposata, bissessuale, madre di famiglia. Lei si descrive così:

I am a lifestyle submissive latex fetishist. I am married, bisexual, a PhD, a mother and I now live a rubber-centric submissive lifestyle 24/7; a longtime dream of my Dom husband’s and mine.
For a year from Jan 1, 2005 I was completely enclosed in latex 24/7 in some form or fashion.
For that year I did not see my own face or body nor did my husband, family or friends, without a mediating layer of latex. It was a very bizarre and fun year.

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Il sogno di qualsiasi terrorista BDSM di Al-Qaeda che si rispetti. Nei post descriveva le sue intere giornate, tutto ciò che faceva e che riusciva a fare con quel burqa di latex addosso. Le sue peripezie al ristorante, al centro commerciale, quanto è difficile mangiare gli spaghetti senza sporcarsi. Avevo quasi pensato di scriverle, ma non sapevo cosa avrei potuto dirle esattamente. Così me la tolsi dalla testa e la mia vita andò avanti.

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Fino ad oggi. Che mi è venuta in mente di nuovo e mi sono messo a cercarla. Saranno passati 3 o 4 anni, il suo sito ha sempre più sostenitori, anche se non ha la fama che avevo previsto. Forse perché non si parla più di burqa ma di crisi economica. Anche se, qualsiasi crisi sia potuta accadere nel mondo dal 2008 ad adesso, sembra non aver colpito questa donna, che continua a descrivere con irritante minuzia e stile piatto le sue giornate da Latex Submissive sopra un blog di cui il marito avrò sicuramente la password. Un blog che leggeranno insieme, sorridendo, prima di andare a letto. (perché, in tutto ciò, deve esserci una grandissima componente narcisistica)
Ho fatto questa riflessione. Che dal 2008 io ho cambiato 6 lavori, almeno dieci case e ho visto più coinquilini di una comune hippie e lei sempre lì, con il burqa di latex in testa a fare festini sadomaso con il marito e andare al Mall a comprare cibo difficile da mangiare con una maschera di gomma in faccia. Io la odio, mi irrita la sua costanza e la invidio nel modo di vivere, perché è riuscita a trovare il suo equilibrio e io invece sempre a scappare ogni sei mesi di casa in casa, da continente a continente, da nazione in nazione, dalla padella alla brace, dallo stufato al fritto misto, dal Patè de foie gras alla cucina in lavastoviglie (http://www.ibs.it/code/9788858004340/casali-lisa/cucinare-lavastoviglie-gusto.html)

Allora ho deciso di scriverle: le chiederò come ha fatto a trovare il suo equilibro, quanto tempo ci ha messo e il prezzo per la sua libertà d’espressione, e dopo che mi avrà risposto a tutte le domande che ho da farle le chiederò l’indirizzo del posto in cui compra tutti quei burqa colorati e magari, se non per un anno, solo per un giorno, proverò anche io ad indossarne uno.

http://latexlifestyle.blogspot.co.uk/ ecco il suo blog

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3 pensieri su “Il Diario di una Latex Lady

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