LA POESIA È UNA COSA IMPORTANTE

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Visto che è già passata La Giornata della Poesia e che dicembre è il mese del freddo e delle dolci notti natalizie, diventerò, in questa
particolare occasione, poeta laureato. Se per poeta si intende uno che beve la propria pipì per sbaglio e per laureato un amante degli anfibi in genere: perché io sono entrambe le cose.
Però mi piace molto la poesia e vi confesso che alla maledetta età di 24 anni, anche dopo che il mio cuore si è indurito per resistere alle storture della vita, sono rimasto un inguaribile romantico, se per inguaribile si intende una malattia venerea e per romantico un feticista della saliva. Però sono capace di piangere di fronte a una canzone, a una poesia, a un film.
 Insomma, io voglio solo prendere la migliore poesia italiana e renderla ancora più bella, è chiedere troppo? Se per bella si intende una ragazza che ti… vabbè, passiamo alle poesie.
 
L’infinito Orgasmo, di Giacomo Leopardi
Sempre caro mi fu quest’ermo corpo,
e questa gonna, che da tanta parte
dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando interminate
scollature di la da quella, sovraumani
seni e profondissimi decolletè
io nel pensier mi fingo, ove per per poco
il pene non s’indura. E come i gemiti
odo stormir tra queste labbra, io quello
infinito culetto e questa voce
vo comparando. E mi sovvien l’eterno e le piccole morti, la mutandina
evviva! e il suon di lei che viene. Così tra questa
umidità s’annega il membro mio,
e il naufragar m’è dolce in questo mar.
Il fisting a maggio, Di Alessandro Manzoni
Ei fu, siccome immobile,
dato il mortal orgasmo,
stette spogliato e immemore,
orbo di tanto spiro.
Così percossa e attonita,
la ragazza al letto sta
legata, pensando all’ultimo
amplesso dell’uomo fatale, nè sa quando un simile
pene di uomo mortale
la sua bagnata fonte
a prosciugar verrà.
Dal monte di venere alle cosce,
dalla clitoride al seno,
con quelle mani un fulmine,
e lei veniva in un baleno: scoppiò dalscilla al tanai,
copiosa come un mar.
Fu vera gloria? ai posteriori l’ardua sentenza.
Oh quante volte
al tacito morir di un sospiro inerte
chinate le labbra fulminee sul sen eretto stette,
e dei dii che furono
il pensiero lo fece venir.
 
 
Puttane, Ungaretti
 
Si sta
Come d’autunno
Sulla strada
Le puttane

Se ne volete ancora basta chiedere

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