QUELLO CHE NESSUNO VI DICE SUL KINDLE

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La verità è venuta fuori: c’è un buon 10% di persone che comprano il Kindle e va a finire che lo usano così.

Ma sopra a un libro normale non sarebbe lo stesso? No, perché sopra a un libro normale non puoi cambiare la copertina assecondando l’umore

E insomma, oggi è una giornata nera, l’umore è nero e allora abbiamo pensato a Volume Nero.

Amen, ragazzi.

10 pensieri su “QUELLO CHE NESSUNO VI DICE SUL KINDLE

  1. Io ero(sono) un accanito lettore. Pensavo di non poter abbandonare mai il cartaceo. Il libro è anche un oggetto di culto. Poi ho deciso di provare. Ho comprato un kindle. Oar mi è inconcepibile leggere un cartaceo. Al punto che un libro che stavo leggendo l’ho scaricato in digitale e messo sul kindle.
    Molti hanno l’idea che sia fastidoso perchè hanno provato a leggere sul portatile o su un tablet , retrolluminato. Quindi pensano non sia comodo e piacevole. Ma il kindle è altra cosa.
    Garantito

  2. Paolosbibbo

    Spiacente, completamente in disaccordo. E non per quanto riguarda le argomentazioni di carattere squisitamente tecnico, sulle quali non ho nulla da disquisire.
    Diventerò un acquirente di e-reader e di ebook quando avrò la possibilità di leggere “Le notti romane” di Giorgio Vigolo, “Le notti lugubri” di Alfonso Sastre o l’opera poetica di Giovanni Raboni -solo per fare esempi disparati- in formato digitale.
    Fino ad allora mi affido alle librerie di remainders e rimango affezionato al cartaceo (se usato meglio ancora: in alcuni casi, come nelle due “notti” citate, si tratta di fuori catalogo quasi introvabili).

    • Avessi detto Guerra e Pace o I Fratelli Karamazov!!! ..poteva pure essere accettabile il discorso. Ma fare una valutazione in base al fatto che manca il proprio consuma di nicchia, e di una nicchia sparuta, mi sembra francamente molto rudittivo. Non può essere quello il criterio per valutare un prodotto. Uno valuta un prodotto in base a caratteristiche generali e considerazioni di carattere “universale”! Mai pensato ad esempio che col Kindle (et similia) si risparmieranno tonnellate di carta e quindi di alberi? Che per le scuole,gli studenti sarebbe un prodotto eccezionale? Che i giovani sono più abituati all’oggetto digitale e rifiutano il cartaceo e quindi è un modo di invogliarli alla lettura?
      Dire che una macchina non è valida perchè il colore verde pisello con sfumature viola che ci piace manca, francamente non è un modo di ragionare. Io l’ho comprato anche se so che non troverò mai il Merenghetti

      • Siamo solo agli albori dell’editoria digitale. Forse il mio è un pensiero estremo, ma se vogliamo vedere i nostri autori di nicchia in formato digitale dobbiamo cominciare noi stessi a digitalizzarli. Se mi piacciono le poesie di Emilio Praga allora compro il libro e lo riscrivo in epub, oppure in pdf, poi lo metto in free sharing sul mio blog oppure su uno dei tanti siti che vendono ebook gratis. Se aspettiamo che le case editrici digitalizzino certi testi allora potremmo non vederli mai: per motivi economici, ovviamente. Nessuna redazione perde tempo a digitalizzare un libro che compreranno solo cinque persone. Cominciamo noi a digitalizzare i testi, non è così difficile come sembra. Con questo spirito CtrlAltWrite ha tradotto un anno fa le storie dello scrittore americano Tod Robbins, perché nessuna casa editrice l’avrebbe fatto. Questa è la rivoluzione culturale del web2.0, dobbiamo saperla utilizzare non solo quando si tratta di condividere stati su facebook. La cultura, il sapere, l’intrattenimento… è tutto nelle nostre mani.
        Alessandro

      • Paolosbibbo

        Perdonate il ritardo per la risposta, si tratta solo di 10 mesi…
        Prima di istituire paragoni, bisognerebbe prima leggere certi titoli definiti di “nicchia sparuta”. Poi vorrei sapere che cosa identifica, in letteratura, ciò che è di nicchia e quindi indegno di sopravvivere al tempo e ciò che non lo è: il peso commerciale ed il ritorno economico ? Sono un pessimo metro di valutazione. Così come si riduce ad esserlo l’insistenza della critica -così come delle case editrici e del lettore comune- a presentare e ripresentare sempre gli stessi autori e le stesse opere perchè incarnano un patrimonio acquisito ed incondizionato, sul quale non si corrono rischi d’impresa. Personalmente trovo aleatorio il giudizio oggettivo sull’opera letteraria, perchè io sono “un” tipo di lettore e mi attengo ai giudizi che formulo soggettivamente al termine di una lettura, basandomi su questi per proporla a qualcun altro. Non inviterei nessuno a leggere “La montagna incantata” o le poesie di Carducci, mentre invece ne solleciterei l’attenzione per tomi che la cultura ufficiale ha bandito e sui quali non si ritornerà, con buona pace di strumenti efficaci come gli ereader che potrebbero costituire un buon grimaldello per restituirci tanti tesori nascosti.
        Qui non si tratta di colori. “Le notti romane” di Vigolo sono una macchina spettacolare, di grande suggestione. Molto di quanto viene presentato come tale dopo la lettura si rivela qualcosa di meno.
        Io non rifiuto l’ereader a prescindere. Solo che per inclinazione personale trovo elementi più attinenti alle mie caratteristiche nell’infinito mare del fuori catalogo -carta che è già stata emessa e ritorna in circolo senza danneggiare ulteriormente il patrimonio ambientale; meno del 5% di ciò che compro è nuovo, e questa media si è alzata ultimamente dopo l’acquisto di un paio di titoli delle meritorie e coraggiose edizioni Hypnos. Anche Ctrl alt write mostra altrettanto coraggio. Bisognerebbe che anche i colossi dell’editoria seguissero l’esempio: su IBS ci sono 12 versioni digitali dei fratelli Karamazov…

      • Beh il prodotto viene definito di nicchia sparuta, in base al fatto che lo leggono solo in tre. Ovviamente è un giudizio soggettivo di carattere “tecnico” e non un giudizio sull’opera. Personalmente ritengo, in un paese con un analfabetismo, primario e di ritorno, altissimo che va bene leggere pure i fumetti, purchè si legga.
        Mi pare che Paolosbibbo, commetta l’errore di dare un giudizio assoluto basandosi su un particolare molto soggettivo. Sarebbe, con lo stesso metro, come valutare l’ereader inutile perchè non ci puoi leggere Topolino o la collana harmony.
        Io continuo ad essere un amante del libro, ho una biblioteca che conserverò anche se mi tocca spolverala arieggiarla e controllarla con frequenza oltre che rinunciare a spazi che mi servirebbero.
        Però, e mi ripeto, gli ereader hanno vantaggi enormi:
        Puoi avere una biblioteca sterminata in uno spazio ridottissimo e portabile.
        Risparmi carta, cioè alberi, ed energia.
        I costi si abbattono (e scenderanno sempre più con la sua diffusione) in maniera drastica e questo aiuta tantissimo la diffusione della lettura.
        Consentono di uscire dalla dittatura delle majors.
        Per lo studio hanno un valore enorme, perchè uno studente potrà avere una biblioteca consultabile sempre con se senza doversi portare quintali di tomi (avete persente quei ragazzi con gli zaini di 50 kg??).
        I costi dello studio per le famiglie diminuirebbero (sempre che il governo legiferi ad hoc).
        Ti puoi permettere di leggere un brano del libro per valutare l’acquisto
        Di fronte a questo scenario mi sembra davvero molto riduttivo una stroncatura del genere.
        Anche perchè nulla vieta che uno poi possa acquistare in cartaceo i libri che proprio non trovi.
        Come ho fatto io con i saggi di Blumir
        ps per ctrl alt write Praga lo trovi su altrestorie.org

      • Paolosbibbo

        Se ho dato l’apparenza di una crociata contro l’innovazione ereader, me ne dolgo, mi scuso e la confuto.
        Ciò che una tecnologia così congegnata permette è potenzialmente enorme.
        Esempio di idea: sulla stregua di quanto detto in precedenza, io digitalizzo “Le notti romane” e propongo il file ad una casa editrice (la Bompiani che lo pubblicò nel remoto 1960), che in base alle affinità del prodotto lo potrà affiancare gratuitamente ad un altro titolo acquistato. In questo modo il lettore che non conosce Vigolo, scaricando un libro di Gadda o di Parise potrebbe ricevere in regalo un campione della sua opera -occupa un esiguo spazio nella memoria del dispositivo e si può procrastinarne la lettura all’infinito.
        Detto questo, la mia preoccupazione è che l’occasione vada sprecata e gli ereader si riducano soltanto ad un altro canale di monetizzazione. Per carità, logico che anche gli editori pensino a far quadrare i conti, però se questi alla fine quadrano avremo quel quid in più ?
        Per quanto riguarda gli zaini dei ragazzini, il primogenito ha appena iniziato le elementari e devo dire che il peso specifico è già troppo alto. Ben venga questo nuovo strumento. Sia lui che il secondo -4 anni- maneggiano con sufficiente disinvoltura computer e smartphone: sono e rimangono strumenti da manipolare con attenzione, ma non per questo vanno intesi lesivi e diseducativi in modo assoluto come tanti pensano.
        Sull’onda della discussione, ho scaricato da amazon “Freaks” di Tod Robbins. E’, questo, il perfetto paradigma del mio rapporto con gli erader: ci sono ancora troppi pochi titoli digitalizzati per giustificare l’acquisto (possibile che non ci sia niente di Georges Bataille, non definibile come autore di nicchia ?), ma quei pochi devono appartenere alla mia biblioteca.

      • Appunto, l’ereader è uno strumento, dipende dall’uso che se ne fa. Non posso scegliere e valutare un martello pensando che mi debba inchiodare il chiodino da 10 mm e piantarmi i paletti per una struttura.
        Cosi è chiaro che l’ereader ha dei limiti nello strumento in sè e perchè come segnali tu Paolo non tutti i titoli sono reperibili. Ad esempio, la saggistica che a me interessa, è scarsissima in quanto appunto genere di nicchia (anche se non proprio sparuta!). Ma i costi, anche solo per provare, non sono proibitivi. Io ho preso il kindle base, 79 € arriva a 100 con la custodia praticamente indispensabile (quelle adattate non lo proteggono a dovere e non sono comode) . Ho fatto questa scelta su consiglio di un amico e dico che è azzeccato per il rapporto qualità prezzo e per la biblioteca di Amazon abbastanza estesa . Inoltre Amazon offre servizi aggiuntivi all’acquisto davvero buoni (su tutti lo spazio on line per i propri file e l’adattamento del file inviato e rispedito al proprio kindle tramite wireless). Il limite è che con i file in pdf non puoi usare le funzioni di adattamento del carattere, nè legge i file epub che non converte manco.
        Ma ci sono altri lettori comunque buoni, dipende dalle esigenze che si hanno. Il mediacom ad esempio costa meno e legge anche gli mp3, ma non ha collegamento wireless.
        Per quanto riguarda gli autori di nicchia c’è anche un problema di lingua. Le biblioteche on line in spagnolo e inglese sono molto più fornite e ci sono autori (qualcuno italiano) che magari trovi in lingua inglese ma non in originale. Perchè qualche appassionato o studioso li ha tradotti e digitalizzati.
        Io non sono un assolutista, o un fanatico dell’innovazione ad ogni costo. Ma ragionando in termini puramente pratici credo che i vantaggi del passaggio al digitale siano superiori agli svantaggi. Ed anche economicamente, seppure non credo nelle mirabilie del mercato che è sempre e solo teso alle ragioni del profitto, in questo settore, come nel campo delle tecnologie innovative in genere, alla fine i vantaggi per gli utenti ci siano comunque. Forse perchè la piattaforma globale e la concorrenza che c’è su questi mercati alla fine calmierano i prezzi.
        Un libro in cartaceo costa una sproposito, col digitale comunque risparmi (tacendo sui canali con cui approvvigionarsi!) e basta aspettare qualche mese dall’uscita della novità per trovarlo in digitale a pochi euro. Questo aiuterà a liberarsi del dominio della majors che spesso propinano robaccia a prezzi folli.
        Ps mi sono dilungato nelle informazioni tecniche sperando possano essere utili a chiunque legga

  3. Beh io digitalizzo e condivido tutto quello che posso. Ma credo che molti non siano in grado di farlo. Ci vogliono anche strumenti adeguati per fare un buon lavoro. Perchè c’è molta roba digitalizzata, ma che risulta praticamente illegibile per l’impaginazione e l’editing,
    In ogni caso certi podotti di nicchia non ci saranno mai. Ed in italiano c’è la penalizzazione della lingua. In spagnolo ed inglese trovi più roba. Ed è ovvio che in armeno o swajili la biblioteca sarà ridotta.
    Ma se un ereader può andare bene all’80 % è già un grande risultato. Poi il libro in edizione particolare, da collezione, lo trovi e lo conservi comunque se ti va. Come faccio io. Ho conservato solo libri di culto, ricordi, che so di non ritovare almeno al momento, Ma quanti hanno la possibilità di spazio per avere grosse biblioteche? Io ade sempio ho dovuto rinunciarvi e idurla all’essenziale
    Io pensavo di non rinunciare mai al cartaceo..ma credo che chiunque provi un ereader oggi cambi idea..basta non fare gli “ottusi” e abbandonare i pregiudizi

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