CONFESSIONE

Standard

Questo racconto è parte dell’antologia Freaks! pubblicata su questo sito e disponibile per  download a soli 3,99

Image

CONFESSIONE

La natura ha creato gli uomini in modo che possano guardare la morte dritta negli occhi e non avere paura, se hanno dentro tutto ciò di cui hanno bisogno.

La detenzione solitaria non fa orrore ad artisti come me. Fin dalla nascita ero destinato all’isolamento dai miei coetanei. Adesso, all’ombra sinistra della ghigliottina, in una prigione di pietre, separato da tutti i rapporti umani, le mie facoltà non sono mai state così all’erta, le mie percezioni non sono mai state così chiare. Era come se la vita, che già mi scorreva impetuosa nelle vene, avesse raddoppiato la sua intensità con l’avvicinarsi della Morte e si ergesse sotto forma di schiumose onde di ispirazione, sussurrando il suo immortale messaggio nelle mie orecchie.

Finora mi ero dilettato in un breve memorandum dei miei svariati crimini. Ora sentivo l’obbligo di avanzare a una forma artistica più completa. Avevo confessato a me stesso, adesso sentivo l’incombente bisogno di confessare agli altri. De Quincy aveva scritto le sue confessioni, il Marchese de Sade anche, Rousseau e dozzine di altri pure. Perché Emile Parnell non doveva seguire il loro esempio?

Convinsi il mio carceriere a darmi carta e penna. Successivamente contattai un noto editore che fu estasiato dall’idea di vendere al mondo la confessione di un assassino così famoso. In una cortese lettera traboccante di espressioni di stima e considerazione, quest’uomo di cultura espresse tutto il suo entusiasmo alla prospettiva di stampare le mie memorie, e tutto il suo dolore all’idea che non sarei stato vivo per condividere con lui i ricchi guadagni che ne sarebbero di certo seguiti.

Da giovane facevo il giornalista; ora la mia abilità di manipolare le parole ritornava più forte di prima. Le confessioni scivolavano dalla penna con estrema naturalezza e leggerezza. Era la mia suprema soddisfazione, avrei completato le memorie un giorno prima dell’esecuzione.

La notte scorsa stavo rileggendo i miei sforzi letterari per la terza volta quando la porta della cella si spalancò, svelando la figura del secondino. Un entusiasmo incandescente mi pulsava dentro. Ero orgoglioso di me. Quelle pagine mi sembravano più importanti delle tavole che furono donate a Mosè sulla cima del monte. Ma i miei non erano comandamenti, bensì consigli. E i consigli, al contrario dei comandamenti, sono irresistibili.

Un pensiero su “CONFESSIONE

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...