CENTO PAGINE MILLE LIRE

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 Nel breve periodo in cui ho lavorato nel settore vendita dell’editoria ho sentito spesso parlare di Newton Compton. Una casa editrice che ha messo in crisi i grandi editori con proposte editoriali piuttosto cool.

Copertine coloratissime, artwork accattivanti, contenuti molto spesso non eccellenti ma prezzi imbattibili.
9.90 per un libro che Mondadori ti fa pagare 20,00 euro.

Un fenomeno del genere non può che attirarsi le critiche più feroci. E moltissimi nel mondo editoriale considerano Newton Compton un’ imbattibile fucina di mediocrità.
Ma l’invidia è la più grande forma di ammirazione. E così, per gli esordi del 2012, Mondadori/Einaudi/Feltrinelli hanno abbassato il tiro presentando nel loro catalogo quel genere di libri che hanno tanto cercato di odiare. Soprattutto quel genere di letteratura(fantasy/horror/weird/) che molti, appesantiti da una triste vecchiaia, si sforzano ancora di considerare un genere ‘giovanile’.

Ma, per chi ha una buona memoria, questa è una storia che si ripete. Ricordate i Cento pagine mille lire della Newton?
Io sì.
I primi libri che ho letto erano Cento pagine mille lire.
Questo è un articolo preso dagli archivi del Corriere, fate voi.

 

Sorprendente successo del volume supereconomico: 20 milioni di pezzi venduti in un anno, sconvolti editori e librai TITOLO: Millelire per cento pagine, un boom.
Un’ idea mutuata dagli studenti poveri e tanta tecnologia trionfano sul mercato: il libro al prezzo di un caffe’ La Newton Compton: non siamo fotocopiatori, il nostro segreto sta solo nell’ aver dimezzato i guadagni

 

ROMA . Gli addetti ai lavori li hanno insultati nel loro gergo. La Newton Compton di Roma? Volgari fotocopiatori, svenditori di letteratura, editorelli per neofiti ignoranti. Ma Vittorio e Maria Grazia Avanzini, 25 anni di matrimonio e di sodalizio imprenditoriale, sono andati avanti per la loro strada. Quella del libro ipereconomico, mille lire per cento pagine. Il paragone e’ scontato, ma efficace: nemmeno il prezzo di un caffe’ .
Adesso cantano vittoria: 20 milioni di volumi venduti in un anno, 20 miliardi di fatturato, cento titoli distribuiti capillarmente, compresi supermercati e venditori ambulanti. Dieci lire a pagina, con tanto di copertina semirigida, note biografiche dell’ autore e introduzione. Una bomba che sta scuotendo gli uffici di tanti direttori editoriali e ribaltando le abitudini di migliaia di librai. La scommessa della “Divina Commmedia” al costo di un pacchetto di sigarette e’ stata stravinta: 700 mila copie vendute. Anche gli “Aforismi” di Oscar Wilde hanno spopolato con 650 mila. “Madame Bovary” si e’ attestata a quota 170 mila.
E poi Plutarco, Seneca, Shakespeare, Manzoni finiti nelle mani di milioni di pensionati, casalinghe, studenti, impiegati. I quali scrivono agli Avanzini ringraziandoli con toni da “Cuore”. Una superproduzione ideale per le polemiche. Dei critici per primi, basti l’ invettiva di Roberto Cotroneo su un numero di “L’ Espresso” di marzo: “L’ ultima beffa di un mondo editoriale senza mercato, e di un Paese che considera la lettura e il libro meno di niente”. E poi dei concorrenti. In particolare di quelli di “Millelire” ovvero “gli originali”, come snobisticamente si definiscono. Gia’ , perche’ la primogenitura editoriale spetta a Marcello Baraghini di “Stampa alternativa”.
Uomo completamente diverso dagli Avanzini: se i coniugi sembrano (anzi, sono) una tranquilla coppia della borghesia romana, con la loro levigata sede a meta’ di via della Conciliazione, Baraghini vanta 137 procedimenti giudiziari per reati di opinione e una lunga militanza nelle battaglie radicali, dall’ aborto alla liberalizzazione delle droghe leggere. Un suo “Manuale per la coltivazione della marijuana” vendette circa 500 mila copie. Anche “Stampa alternativa” ha totalizzato cinque milioni di libri in un anno. Ma si tratta di materiale scelto, sottolineano da Baraghini, “sull’ onda dell’ attualita’ piu’ controversa, delle notizie piu’ scottanti, un modo per approfondire e riflettere”.
Dice Angelo Leone, amministratore delegato del settore commerciale “Nuovi equilibri”, che parla per conto di Baraghini (“alternativo”, perche’ introvabile, anche nei suoi rapporti col mondo esterno): “Abbiamo un progetto differente, puntiamo su un altro modo di leggere e di fare cultura”. E cita il primo volume della nuova collana “Instant book”, ovviamente a mille lire. In “Parole in ritirata” raccontera’ le scritte raccolte nei bagni dell’ universita’ Statale di Milano da Mauro Pedretti. Presto arrivera’ anche il primo “Millelire” sponsorizzato: dalla Piaggio, visto che si tratta di “Due ruote, guida d’ uso e fantasia”, in cui famosi utenti di scooter (da Lella Costa a Gino e Michele) confesseranno il loro rapporto col motorino. Leone va pesante sulla Newton: “E la piu’ grande svendita di letteratura mai vista. Stanno uccidendo gli economici della Mondadori e di tanti altri. Infatti i librai stanno cambiando idea”. Critiche che irritano gli Avanzini. Vittorio ha una risposta per ogni accusa. Fotocopiatori? “Molti titoli appartengono al nostro catalogo. Altri sono tradotti ex novo.
Di altre famose traduzioni abbiamo acquistato i diritti gia’ appartenuti ad altre case editrici, ma scaduti, secondo legge, a vent’ anni dall’ ultima pubblicazione”. E si toglie la soddisfazione di mostrare “Le diaboliche” di Barbey d’ Aurevilly, a cura di Anna Giolitti, un tempo Feltrinelli e ora Newton (15O mila copie). “Moll Flanders” di Defoe nella traduzione di Maria Lucioni Diemoz e introduzione di Agostino Lombardo, ex Editori Riuniti. “Otello” di Shakespeare tradotto da Emilio Cecchi e Suso Cecchi d’ Amico, fu Sansoni.
E come la mettete con la stampa? Si favoleggia di un sofisticato sistema di riproduzione rapida ed economicissima. “Piantiamola, abbiamo raggiunto solo un accordo soddisfacente con la Rotolito Lombarda, che opera con Longanesi e Mondadori. Offriamo un prodotto dignitosamente curato che non ha la pretesa dell’ edizione critica.
La carta viene dalla Finlandia ed e’ ecologica”. Qual e’ il segreto economico? “Grandi tirature per autori di impatto popolare. E un ricavo dimezzato per noi. Se a un editore resta in mano, in media, il 10 per cento del prezzo di copertina, a noi tocca solo il 5”. L’ ultima replica e’ sui contemporanei: “Abbiamo venduto duecentomila copie di “Parole cantate”, i testi delle canzoni di Lucio Dalla.
E tra poco riproporremo un libro di grandissima attualita’ : “Il medico della mutua”, di Giuseppe D’ Agata. Sa, quello del film di Sordi… dopo gli scandali di questi giorni dovrebbe andare benino”.

Conti Paolo
Pagina 15
(9 novembre 1993) – Corriere della Sera

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